Wild Rose

4

POWERMETA.DE

Eine echte Konstante im südeuropäischen AOR-Sektor

Seit nunmehr zwölf Jahren gehört WILD ROSE zu den wenigen wirklich überzeugenden AOR-Bands in der Szene Südeuropas. Dass in dieser Zeit lediglich drei Platten erschienen sind, ist wohl der einzige Makel, der auf den Griechen haftet. Musikalisch konnten die Herrschaften jedoch bislang jederzeit überzeugen, und daran hat sich auch zur Veröffentlichung des schlicht “4” betitelten neuen Silberlings nichts geändert. WILD ROSE tangiert zwar gerne mal die Grenze zur Popmusik und klingt gelegentlich wie eine 80s-Band mit härteren Gitarren, doch in Sachen Hooklines macht den Männern so schnell niemand etwas vor.

Vor allem in der ersten Hälfte des neuen Albums sammeln sich Hits am laufenden Band; ‘Love Can Change You’ und ‘Time After Time’ sind erstklassige Melodic-Rock-Kost mit leichten Schmonzetten-Tendenzen, ‘Love Games’ und ‘Save The Night’ decken den Balladensektor prächtig ab, und mit FOREIGNER-tauglichen Kompositionen wie ‘Broken Hearted’ und ‘Don’t Let Me Down’ in der Hinterhand braauchen sich die Hellenen auch nicht weiter um den Zuspruch derjenigen zu sorgen, die WILD ROSE bislang noch nicht auf der Liste hatten.

Andererseits steht natürlich zu befürchten, dass das Material von “4” manch einem eine Spur zu seicht sein wird, und auch diese Bedenken sind durchaus nachvollziehbar. Blickt man aber auf die eigentliche Essenz von AOR, trifft die Combo auch diesmal wieder ins Schwarze und liefert ihren Fans ein weiteres, mehr als ordentliches Album. Rating: 7,5/10

FeelARockA

MELODICROCK.IT

Cercate un album AOR con un sacco di richiami agli anni d’oro del genere, quei mitici anni’80 che tanti rimpiangono? Bene, fermatevi e leggetevi questa recensione perchè qui avete trovato quello che state cercando!
Si ripresentano infatti al mondo i Greci Wild Rose, con il ritorno alla voce di George Bitzios, già con la band nel debutto Half Past Midnight(2011) e che sostituisce David A. Saylor con cui i Wild Rose hanno inciso le loro ultime due fatiche Dangerous (2013) e Hit N’ Run (2014). Personalmente trovo il ritorno di George Bitzios alla voce il primo punto a favore per questo 4, infatti, per quanto David A. Saylor sia un puro talento non l’ho mai trovato perfettamente in sintonia con la band tanto che per me l’album migliore del gruppo resta quel debutto a titolo Half Past Midnight dove proprio Bitzios incideva le note con la sua voce… almeno fino ad oggi!
Non ci resta che iniziare a correre lungo il percorso che i Wild Rose ci consigliano con questo 4… ma prima è doverosa una premessa, sappiamo che uno dei talloni d’achille dei Wild Rose è da sempre quel loro sound tecnicamente poco pulito e lontano dal poter essere definito una produzione buona ed attuale. Bene, lasciatemi dire che qui secondo me dei passi avanti ci sono stati, il suono degli strumenti è più nitido e meglio amalgamato anche se ancora una volta nello scontro con le produzioni più attuali la differenza di qualità è abbastanza notevole.

Detto questo però, se siete amanti di quel sound voce, chitarra e tastiere tanto caro agli anni ’80, allora non potete di certo rimanere indifferenti a quello che le casse sputano fuori con un songwriting ispiratissimo e che ancora una volta mette in primo piano le doti del chitarrista e principale songwriter Andy Rock.
Desperate Heart è miele che cola nei padiglioni auricolari di chi cerca l’AOR di acclamate band quali i Survivor. Un pezzo che inizia con tastiera e chitarra e che si lancia in un ritornello accattivante. Tutte cose che saranno motivo conduttore per l’intera durata di questo 4 così come si può capire ascoltando anche la successiva Love Can Change You.
Se volevamo la definitiva conferma del valore dei Wild Rose dovevamo solo aspettare l’entrata in scena di Summer Girl! Un brano che vi porterà sulle spiaggie assolate della California sulle onde di un ritornello fenomenale e di una chitarra che pennella tramonti lontani! Uno dei pezzi più belli che mi sia capitato di sentire in questo 2016!
Con la semi ballad Time After Time iniziamo ad avvicinarci al momento “che sappiamo non puà mancare” in un album come questo, ossia quello della mega ballata. Intanto ancora una volta con questo pezzo possiamo lasciarci trastullare dai giochi tra voce e cori che i Wild Rose sfruttano con grande maestria e navigata esperienza.
Pezzo bello lanciato invece per Love Games dove insieme alla chitarra l’indiscussa protagonista è la tastiera che ancora una volta fa fare un tuffo di testa negli anni ’80! Notevole infatti il gioco chitarra / tastiera che porta alla mente nottate americane illuminate da luci al neon!
Save The Night è il “momento che non può mancare di cui parlavamo sopra“. Voce profonda, testo intriso di emozione, cori sofferti ed il basso a tenere il tempo del cuore ed ecco che una splendida ballata viene servita sul piatto. Notevole e assolutamente da menzionare il bell’intermezzo regalato dal solo di chitarra!
Ci avviciniamo alla chiusura ed il livello dei pezzi proposti continua ad essere di assoluto valore come per la spledida Broken Hearted, passando per la simile Waiting For You e gli effetti di tastiere e chitarra, ancora una volta votati al più puro stile eighties, di Don’t Let Me Down!

IN CONCLUSIONE

Amate l’AOR anni ’80? Questo è il vostro disco! Attenzione però, vi avverto che dovrete fare i conti con una produzione ancora lontana dal potersi definire buona e di questo bisogna tenerne assolutamente conto. Dall’altro lato della bilancia però troverete un album scritto e suonato da gente che si sente lontano un miglio che è nata e cresciuta con il mito dall’AOR USA ben impresso in testa!
Dieci pezzi che giocano tutto sul ritornello accattivante e su cori e soli di chitarra che arrivano dritti al cuore! Insomma, pur con una produzione di fattura ancora a tratti incerta e alcuni aspetti su cui è meglio forse non indagare troppo (il suono della batteria?) non dare un ascolto a questo 4 dei Wild Rose per gli amanti dell’AOR di matrice ottantiana sarebbe pura follia!
Ora che forse avete più chiari sulla vostra bilancia i pro e i contro di questo 4 a voi l’ardua sentenza… io intanto torno a riascoltarmelo per l’ennesima volta! Rating: 80/100

THE NORTH COLUMBIA MONTHLY (ISSUE JULY 2016)

AHM ROCK AOR

This is the fourth album of  Wild Rose  where because its history can only expect a stuffed tunes album, very good harmonies, full essence of 80 and choruses with great footprint.

The new Wild Rose disc doesn´t disappoint and keeps the level of the previous where we can highlight the first song which is the first cut of the same and the best music of all, which shows a spectacular melody which will progressively improve until the chorus. “Love Can Change You”, following the line of the fabulous AOR of 80s. “Summer Girl,” a half time full of exciting harmonies, “Time After Time” at the best style “Starship” and one of the best songs on the album. “Love Games” another of the best tracks on the disc which brings a very exciting an catchy chorus. “Save The Night” an extraordinary and emotional ballad. “Waiting For You” is one of the other songs that makes us carry absolutely to the 80s “Don’t Let Me Down” for me is the second best music of the album   with an interesting intro with full  resources the 80s and a chorus with great footprint. Finally the bonus track of the Japanese version edition:  “All I Ever Need”, a romantic ballad to end in the best way this record which for me is the best the band has ever done. Do not miss it.

GRANDE ROCK

Sometimes you do not need much in order to realize how good an album can be… a small teaser is just fine and of course the music quality of the band’s previous works speaks for itself.

Wild Rose need no further introduction. They have been holding the AOR flag up high for many years now. Auspiciously, this is their fourth full-length release, so that’s where the album title refers to. What has changed? Well, the original singer & lead guitarist George & John Bitzios respectively are back on the band. And that was the perfect timing to do so. The band needed their energy & presence to go further and so they did. George sings the new tracks more passionately than ever and John delivers some of his best leads ever. Certainly, kudos to guitarist & songwriter Andy Rock, who has not only written some wonderful tracks but also brought both George & John back for the band’s own sake.

“4” was recorded at EVO Studios, Evosmos, Hellas except for the drums, which were recorded at Stone House Studio, Evosmos, Hellas. The album was mixed by Pelle Saether at Studio Underground, Vasteras, Sweden and mastered by Dan Backman. Andy Rock produced the album along with the other guys from the band. The new album has three different front covers. As Andy told me, the original cover was made for the Japanese release and afterwards came the other two that also feature the model Maria Daravigka.

Musically, Wild Rose are true to their roots. AOR/melodic rock music with catchy melodies, fine leads and great vocals is what “4” is all about. Nothing more or less. Surely, those who fancy this kind of music will revel in the album without any second thoughts. It is so well-written and well-delivered that you have no excuse not to give it a chance. Do it and be sure to come back for more, cuz it ain’t easy to listen to it only a couple of times. Tracks such as “Desperate Heart”, “Summer Girl”, “Time After Time”, “Love Games”, “Hot Wired”, “Save the Night”, “Broken Hearted”, “Waiting for You” & the magnificent (Japanese bonus) “All I Ever Need” can easily become your favorable Summer soundtracks. This kind of music is ideal for the Greek Summer! Wild Rose are going through, probably, their best phase as a band so far and they have nothing to prove anymore… they indeed are one of the top European AOR/melodic rock bands around and “4” is possibly their most complete album to date. Do not let their new album pass you by for any reason and also do not miss the chance to see them live on stage… Rating 8,5/10

ROCKHARD.DE (June 2016, Vol. 349)

HAIRBANGERS RADIO

This is the fourth album from this excellent aor band from Greece simply entitled ‘4’. If you have not heard anything from them before you will be completely surprised. There is no way on earth you would guess that they come from Greece, as the style and content of the songs could easily be from a fine aor band from England or the States in the mould of FM and the like. No sign of any accent in perfect vocals and very western in approach.

‘Desperate Heart’ is a strong opener with a catchy chorus. In fact it’s such a perfect example of a great aor song you can’t quite believe it’s been written so recently. ‘Summer Girl’ opens with keyboards in that totally retro manner seen so rarely these days.  It’s hard to pick out individual songs when they are all so consistently good with impeccable 80s styling, beautiful guitar solos and harmonies and themes of love and relationships just like the good old days.

For those who can’t get enough AOR this is a very worthwhile addition to the collection. It appears effortless and unaffected and could easily have been written thirty years ago. Those who know HMM well know that we think that is no bad thing. Songs are short, uncomplicated and uplifting even if the theme is heartbreak due to the lighthearted, clean feel and tone. The best of the 80s (and the absence of the outfits and clothes is the only clue that grunge ever happened)! Incredible that such fine aor albums with all original, quality tracks can still surface as late as 2016 and gives us hope for the future of the genre to last for years to come. Rating: 8/10

METAL IMPACT

On se moque toujours gentiment des groupes d’AOR. Généralement ils ont droit à l’indifférence dans le meilleur des cas, un gentil mépris dans la moyenne, ou une condescendance crasse dans les pires. Soupe, mélasse, guimauve, Rock pour filles fragiles, les qualificatifs ne manquent pas, et ce depuis des décennies. Le problème est toujours le même.

Trop radio friendly (alors même que ces radios ne passent plus leur musique depuis la fin des années 80), trop maniéré, trop dominé par les claviers et les mélodies prononcées « à l’Américaine », les sempiternels griefs formulés depuis l’explosion commerciale de JOURNEY, REO SPEEDWAGON, BOSTON ou SURVIVOR. Mais moi, j’ai toujours fait ce que je voulais, sans tenir compte de l’avis général ou du qu’en dira on. Et moi l’AOR, j’aime, j’adore, depuis plus de trente ans, pour toutes les fausses raisons énoncées au-dessus. Et pour d’autres aussi.

Parce que les meilleurs groupes du style trouvent toujours des harmonies à tomber, parce que les musiciens sont des cadors qui cachent bien leur jeu, parce que…Parce que c’est une musique qui me donne le sourire et l’envie d’aller de l’avant. Alors lorsque ce matin, je suis tombé sur le quatrième album studio des WILD ROSES, je m’en suis réjouis d’avance, au vu de la bonne réputation de ce groupe.

Bonne réputation qui ne sera certainement pas entachée par ce quatrième effort qui pourrait bien être leur meilleur.

WILD ROSES, c’est un concept Rock/AOR né en Grèce il y a une dizaine d’années, lorsque la situation nationale n’était pas aussi catastrophique qu’aujourd’hui. Déjà responsable de trois sorties de qualité égale, le sextette (Andy Rock (guitare, chœurs, claviers), George Bitzios (chant), Dirty Haris (claviers), John Bitzios (guitare, chœurs), Dimos Thomaidis (batterie), et Panos Barkoutsos (basse)), qui a connu quelques ajustements ces derniers temps vient donc de sortir ce qui pourrait symboliser la synthèse parfaite de l’AOR US tel que nous le connaissons sous son meilleur jour depuis la fin des années 70.

D’ailleurs, 4, qui emprunte son code nominal au meilleur LP de FOREIGNER pourrait en remontrer aux plus grands défenseurs du style tant ses chansons exhalent l’air pur des meilleurs mélodies du genre. C’est simple, et ceci peut se poser en postulat définitif énoncé à mi-parcours, il caresse tellement la perfection qu’il finit par l’épouser dans un mariage étincelant de riffs chromés et de lignes vocales d’une étonnante pureté. Oui, la perfection, et pourtant, l’AOR est exigeant, très. Mais les Grecs ne sont pas à un exploit près.

Imaginez d’ailleurs tout ce que vous chérissez le plus dans cette musique. Concentrez toutes ses qualités dans un même album, et vous obtiendrez les dix morceaux de 4, qui s’il bénéficie d’une exposition à la hauteur de ses atours pourrait devenir une référence à l’avenir, un genre de mètre étalon auquel toutes les futures productions seront comparées. Un melting-pot d’excellence, voilà ce qu’il est. La puissance de JOURNEY, le raffinement de BOSTON, les harmonies magiques de KING KOBRA ou HAYWIRE, la versatilité de BITE THE BULLET, pour un ballet ininterrompu de hits qui s’enchaînent sans se répéter ou faiblir.

Le genre d’album dont une analyse poussée en track-by-track ne saurait déceler la moindre imperfection, même après des heures de dissection, et en faisant preuve d’une mauvaise foi assumée.

Alors, les Grecs passent tout en revue, tout en gardant l’œil fermement fixé sur le Hard Rock mélodique. Pas question de tomber dans la soupe noyée par trop de claviers, même si ces derniers sont omniprésents. C’est bien la guitare, la rythmique et la voix qui dominent les débats, comme le démontrent de petits joyaux comme « Hot Wired » qui aurait de quoi rendre fous de jalousie les CHEAP TRICK, ou encore cette ouverture euphorisante qu’est « Desperate Heart ». Ecoutez donc cette intro en duo riff/nappe de claviers, et dès les premières secondes, vous comprendrez de quoi je veux parler. Son ample et clair, puissance maîtrisée mais pas bridée, et surtout, une mélodie, de celles qu’on n’oublie pas et qui laisse le cœur en émoi. Dès le départ, on pense à une version Américanisée des HAREM SCAREM, ce qui n’est pas le moindre des compliments, mais il faut dire que la voix sublime de George Bitzios se rapproche beaucoup des inflexions profondes et pleines de feeling de Harry Hess.

Le talent individuel est d’ailleurs un fait indéniable qui transforme le groupe en machine de guerre AOR implacable, qui a su retrouver l’esprit du genre tel qu’il était pensé dans les années 80, pour l’adapter à 2016, avec une flamboyance pourtant très humble. Chaque note est à sa place, et chaque envolée sonne juste. C’est bien le bilan qu’il faut tirer de 4 qui ne se prive justement pas de le faire avec les meilleures cartouches du groupe depuis ses débuts.

« Love Can Change You », par exemple et parmi tant d’autres en est une illustration idoine, avec ses harmonies vocales sublimes soulignées de chœurs fédérateurs. Il faut dire que WILD ROSES a expurgé le genre de ses tics les plus irritants et « faciles », même s’il cède aux sirènes de l’inévitable ballade avec « Save The Night ». Mais même en ce cas précis, la beauté de la mélodie est telle qu’on se prend au jeu…

D’ailleurs, le groupe s’arrête là, et même si certaines interventions sont parfois nuancées d’une Pop discrète, comme sur « Broken Hearted », ce choix est aussitôt contrebalancé par un morceau haut en énergie tel que « Waiting For You » et ses envolées de guitare lyrique. 4 caresse mais sait aussi montrer les dents, à l’image de la scène scandinave qui elle aussi est devenue une sacrée référence. L’AOR Grec est respectueux, mais trouve un équilibre magique entre synthé typique et guitare qui pique, et peut se reposer sur des arrangements vocaux séduisants, qui dynamisent chaque titre de leur entremêlement enjôleur.

Inutile en fin de compte de passer trop de pommade, puisque de toute façon 4 est ce qu’il est, et tous les véritables passionnés s’y retrouveront quoiqu’il arrive.

Je terminerai avec une formule à l’emporte-pièce que j’affectionne tant. Les WILD ROSES ont enregistré avec 4 le meilleur album de Rock mélodique/AOR des années 80 qui ne soit pas sorti dans les années 80.  Point. 5/5

METAL INTEGRAL

Si 4 fut le chiffre gagnant pour FOREIGNER, il se pourrait bien, en tout cas mes oreilles et mon ressenti me le font écrire, qu’il soit aussi le chiffre magique pour WILD ROSE !
Cette formation hellène, né en 2004 sous l’impulsion du guitariste, claviériste, chanteur et producteur Andy ROCK sort ici son meilleur album et aussi un album référence !
Je vais balayer rapidement le petit côté moins positif sur l’album. C’est au mixage de notre ami Pelle SAETHER (GRAND DESIGN) que je m’adresse. La basse aurait mérité meilleur sort et compte tenu de l’excellente tenu du chant de George BITZIOS, le pousser un peu plus en avant ne m’aurait pas déplu !
Sorti de là, et c’est bien peu car sensible, qu’avons-nous ?
Un fantastique album de Melodic Rock, lorgnant vers l’Aor et le Hard-Fm, typé 80′ et mélodique à souhait !
Une petite merveille !
Alors, les groupes références qui m’ont traversé l’esprit sont : FRONTLINE, TREAT des années 80′, ALIEN, DEF LEPPARD et NAKED… Vous en trouverez d’autres…
Donc, rien de neuf mais Dieu que c’est bon, frais, fort bien écrit et interprété et bien produit par Andy ROCK himself et co-produit par WILD ROSE.
Je souris en vous écrivant tout cela car je ne suis pas, depuis pas mal d’années, un grand fan de ces productions qui sonnent comme en 1980 mais force est de constater que j’ai changé d’avis, le dernier NAKED et ce WILD ROSE m’obligeant à reconnaître qu’il est encore possible aujourd’hui, talents de rigueur, de sortir d’excellents albums dans cette veine…
Voilà, je ne sors aucun titre, ils sont tous magnifiques !
4, le chiffre porte bonheur ? Rating: 19/20

ROCKHARD.GR

Οι WILD ROSE είναι αναμφίβολα ένα από τα καλύτερα μελωδικά μουσικά σχήματα της χώρας μας καθώς μέσα από μεθοδική δουλειά και εξαιρετικές συνθέσεις έχουν καταφέρει να διακριθούν τη τελευταία δεκαετία. Το “4”, όπως μαρτυρά και ο τίτλος, είναι το τέταρτο άλμπουμ του συγκροτήματος το οποίο έρχεται να διαδεχθεί το πολύ καλό “Hit ‘n’ run”! Το αξιοπερίεργο είναι πως θα κυκλοφορήσει από τρεις (!) διαφορετικές δισκογραφικές εταιρείες και η έκδοση που έχει το μεγαλύτερο ενδιαφέρον είναι η Ελληνική από την Steel Gallery Records που θα διατεθεί σε μόλις 300 αντίγραφα και δύο έξτρα τραγούδια.

Αρχικά πρέπει να πούμε ότι το “4” ξεχωρίζει από την επιστροφή των αδελφών Μπίτζιου που βρίσκονταν και στην αρχική σύνθεση των WILD ROSE στον δίσκο “Half past midnight”. Αυτό σίγουρα θα ικανοποιήσει τους φίλους τους συγκροτήματος που επιζητούν λίγη νοσταλγία παραπάνω. Σε ότι αφορά το μουσικό κομμάτι, το συγκρότημα κάνει αυτό που μας έχει “κακομάθει” τα τελευταία χρόνια. Έχουμε δέκα συνολικά συνθέσεις γεμάτες μελωδία με διάχυτο ρομαντισμό και μεγάλη δόση νοσταλγίας από τα 80’s. Μερικά χαρακτηριστικά που μου άρεσαν πάντα στη μουσική των WILD ROSE βρίσκονται κι εδώ όπως τα πλήκτρα που χρωματίζουν τον ήχο χωρίς να “κρύβουν” τα υπόλοιπα όργανα, τα ωραία δεύτερα φωνητικά, oτόνος στις κιθάρες που οδηγούν τον ρυθμό και ασφαλώς τα φωνητικά που βγάζουν όλο το συναίσθημα που απαιτείται από το εκάστοτε κομμάτι.Τ ραγούδια όπως το καλοκαιρινό “Summer girl”, οι AOR κομματάρες “Love games” και “Waiting for you” και η μπαλάντα “Save the night” που ενδείκνυται για ένα slow ρομαντικό χορό με το ταίρι σας υπό το φως του φεγγαριού, είναι πραγματικά δείγμα εξαιρετικής δουλειάς από ένα ποιοτικότατο συγκρότημα. Πολύ ωραίο και το εξώφυλλο που φωνάζει από μακριά “80’s” ενώ σε ότι αφορά την παραγωγή, αυτή την έχει αναλάβει για άλλη μια φορά το συγκρότημα και συγκεκριμένα ο Andy Rock με το τελικό αποτέλεσμα να είναι πολύ καλό.

Μπορεί να μην ακούσετε κάτι διαφορετικό από τους WILD ROSE στο “4” σε ότι αφορά το μουσικό ύφος αλλά αλήθεια, ποιο θα ήθελε κάτι τέτοιο; Η συνταγή είναι πετυχημένη, ο κόσμος λατρεύει αυτή ακριβώς τη μουσική και το συγκρότημα μας το ανταποδίδει με καταπληκτικούς δίσκους. Πάντα τέτοια! Rating: 8/10 Νίκος Ανδρέου

ROCKTIME

Με ρωτούν οι φίλοι, πώς ανταπεξέρχομαι σε μία εξηντάωρη εβδομαδιαία απασχόληση και αφιερώνω και χρόνο ενασχόλησης με τη μελωδική πλευρά της μουσικής που συγκεκριμενοποιείται στην αγαπημένη ιστοσελίδα rocktime.gr… δύο είναι οι λόγοι:

Aφενός η “εξόρυξη” μουσικών διαμαντιών και αφετέρου το μοίρασμα με όλους εκεί έξω τους ρέκτες της μελωδικής μουσικής.

Καλή ώρα με το τέταρτο μουσικό δημιούργημα των μελωδικών, AOR συμπατριωτών μας  Wild Rose που απλά και συμβολικά ονομάζεται  “4”. Διάβασα κάπου, ότι οι οπαδοί των  Tyketto, Richard Marx, Survivor, Night Ranger, ακόμη και αυτών των πρώιμων  Bon Jovi θα ενθουσιασθούν με το αυτό κομψοτέχνημα μελωδίας!
Η μπάντα που υπάρχει πάνω από μία δεκαετία και μετά από διάφορα σκαμπανεβάσματα και αλλαγές μελών κυκλοφόρησε το πρωτόλειο της “Half Past Midnight”, στα  2011. Από τότε παρέμεινε παραγωγική και δραστήρια κυκλοφορώντας άλλα δύο εξαιρετικά δημιουργήματα για να παρουσιάσει, το τέταρτο μουσικό πόνημα της , που κυκλοφορεί από την  Lion’s Pride Music.
Χαροποιό γεγονός, η επιστροφή του αρχικού τραγουδιστή George Bitzios, του Έλληνα  υψίφωνου και μόνιμου τραγουδιστή όπερας στην αλλοδαπή (Γερμανία), “Bobby Kimbal “!
Από το εναρκτήριο “Desperate Heart” η μπάντα κάμει σαφείς τις προθέσεις της.
Χωρίς αυτή η υποσημείωση να μειώνει την αναμφισβήτητη προσφορά του μέγιστου μελωδικού ερμηνευτή David A Saylor στους δύο προηγούμενους, εξαιρετικούς δίσκους της μπάντας!!!
Ένα mid-tempo μελωδικοροκάδικο κομμάτι που ανυπομονώ να το ακούσω ζωντανά τον Ιούνιο, όπου η μπάντα θα εμφανισθεί ζωντανά στην Αθήνα. Με την κιθάρα του καλού φίλου Andy Rock με ένα πολύ όμορφο riff να γλυκοπαίζει με τη  μελωδία των πλήκτρων που όμορφα “υφαίνει”(και σε ολόκληρο το δίσκο) ο Dirty Haris, η σύνθεση απογειώνεται.
Το “Desperate Heart”, είναι και το πρώτο  single του δίσκου και όχι άδικα…
Το  “Love Can Change You”, ακόμη ένα σπουδαίο δείγμα της μουσικής που “υφαίνουν” με τόση μαεστρία  οι  Wild Rose. Απλό, μελωδικό και πάντοτε στους παλαιομοδίτικους δρόμους που αρέσκεται ο κάθε λάτρης της του μελωδικότροπου ήχου!!!
Στο προσωπικά αγαπημένο “Love Games”, έχουμε ένα εμπορικότατο θανατηφόρο AOR “ποίημα”, με εξαιρετικό ρεφραίν, πανέμορφη ενορχήστρωση και καταπληκτική δουλειά στην κιθάρα από τους Andy Rock και τον άρτι ξενιτεμένο  (στην αδηφάγα Γερμανία) John Bitzios,που επανάκαμψε στην μπάντα και είχαμε την ευτυχή συγκυρία να τον θαυμάσουμε στην τελευταία εμφάνιση του γκρουπ στην Αθήνα για την προώθηση του προηγούμενου δίσκου.
Απλά μία μελωδική πανδαισία, με ταξιδιάρικο σόλο κιθάρας και ένα πιασάρικο ρεφραίν κατάλληλο για συναυλιακές καταστάσεις.

Ευτυχώς όμως οι πανέμορφες μελωδίες δεν τελειώνουν! Το τρίτο single του δίσκου που μόλις κυκλοφόρησε, το  “Summer Girl” αλλά και το  “Time After Time” μελωδικότατα, με πλούσια χορωδιακά φωνητικά που “καρφώνουν” τις μελωδίες τους στα αυτιά μας.
Στο  “Hot Wired”, οι μελωδίες γίνονται στιβαρότερες χωρίς να παραλείπουν όλα τα στοιχεία που καθιέρωσαν την μπάντα στο στερέωμα της διεθνούς σκηνής και κυρίως αυτό το άκουσμα των 80ς που αποπνέει και μας αρέσει πολύ.
Στο  “Save The Night”, οι  Wild Rose παρουσιάζουν τον τρόπο παρασκευής μίας πανέμορφης μπαλάντας, χωρίς να ακούγεται γλυκανάλατη και ξενέρωτη. Με τα  “Broken Hearted”, “Waiting For You” και το “Don’t Let Me Down” η περιήγηση στα μελωδικά, πανέμορφα και περίτεχνα “κοσμήματα” συνεχίζεται!
Επειδή όμως ασχολήθηκα, και απόκτησα, και τις επαυξημένες εκδόσεις (ελληνική και Γιαπωνέζικη) θα ήθελα να σημειώσω, ότι τα εξτρά κομμάτια που υπάρχουν στις αντίστοιχες εκδόσεις:
για το μεν “All I Never Need” (Japanese bonus track), είναι μία πανέμορφη μπαλαντοειδής σύνθεση συντεθειμένη στα 2010 και επρόκειτο να είναι επιπλέον κομμάτι για την γιαπωνέζικη έκδοση του Half Past Midnight, κάτι που δεν κατέστη δυνατόν τότε.
Όσο για τις ελληνικές επιπλέον συνθέσεις, τα “Sleepless Night” και το “When It Comes To You” το μελωδικό rock/AOR show συνεχίζεται και θα πρέπει να θεωρούμαστε “ευλογημένοι” που ακούμε και αυτές τις επιπλέον συνθέσεις, αφού η μπάντα συνέθεσε, έχοντας δημιουργικό “οίστρο” δεκαπέντε τραγούδια.
Έπαινοι αξίζουν και στην ρυθμική γραμμή που ταλανίσθηκε τους τελευταίους μήνες αλλά φαίνεται ότι βρήκε επάξιους ογκόλιθους σε τύμπανα και μπάσο στα πρόσωπα των Dimos Thomaidis καιPanos Barkoutsos και αντίστοιχα.
Όσο για τον ακούραστο μάνατζερ και ακούραστο εργάτη-ουσιαστικά έκτο μέλος της μπάντας-Chris Siloma τα λόγια περιττεύουν αφού όσο υπάρχει θα υπάρχουν και οι Wild Rose.
Σε κάθε περίπτωση, με αυτόν το δίσκο οι Wild Rose, μας υπόσχονται ότι η αγαπημένη μας μουσική δε θα σβήσει ΠΟΤΕ!
Ανυπομονούμε για το καλοκαίρι Σαλονικιοί καρντάσηδες! Νότης Γκιλλανίδης

METAL & ODDITIES

On se moque toujours gentiment des groupes d’AOR. Généralement ils ont droit à l’indifférence dans le meilleur des cas, un gentil mépris dans la moyenne, ou une condescendance crasse dans les pires. Soupe, mélasse, guimauve, Rock pour filles fragiles, les qualificatifs ne manquent pas, et ce depuis des décennies. Le problème est toujours le même.

Trop radio friendly (alors même que ces radios ne passent plus leur musique depuis la fin des années 80), trop maniéré, trop dominé par les claviers et les mélodies prononcées « à l’Américaine », les sempiternels griefs formulés depuis l’explosion commerciale de JOURNEY, REO SPEEDWAGON, BOSTON ou SURVIVOR. Mais moi, j’ai toujours fait ce que je voulais, sans tenir compte de l’avis général ou du qu’en dira on. Et moi l’AOR, j’aime, j’adore, depuis plus de trente ans, pour toutes les fausses raisons énoncées au-dessus. Et pour d’autres aussi.

Parce que les meilleurs groupes du style trouvent toujours des harmonies à tomber, parce que les musiciens sont des cadors qui cachent bien leur jeu, parce que…Parce que c’est une musique qui me donne le sourire et l’envie d’aller de l’avant. Alors lorsque ce matin, je suis tombé sur le quatrième album studio des WILD ROSES, je m’en suis réjouis d’avance, au vu de la bonne réputation de ce groupe.

Bonne réputation qui ne sera certainement pas entachée par ce quatrième effort qui pourrait bien être leur meilleur.

WILD ROSES, c’est un concept Rock/AOR né en Grèce il y a une dizaine d’années, lorsque la situation nationale n’était pas aussi catastrophique qu’aujourd’hui. Déjà responsable de trois sorties de qualité égale, le sextette (Andy Rock (guitare, chœurs, claviers), George Bitzios (chant), Dirty Haris (claviers), John Bitzios (guitare, chœurs), Dimos Thomaidis (batterie), et Panos Barkoutsos (basse)), qui a connu quelques ajustements ces derniers temps vient donc de sortir ce qui pourrait symboliser la synthèse parfaite de l’AOR US tel que nous le connaissons sous son meilleur jour depuis la fin des années 70.

D’ailleurs, 4, qui emprunte son code nominal au meilleur LP de FOREIGNER pourrait en remontrer aux plus grands défenseurs du style tant ses chansons exhalent l’air pur des meilleurs mélodies du genre. C’est simple, et ceci peut se poser en postulat définitif énoncé à mi-parcours, il caresse tellement la perfection qu’il finit par l’épouser dans un mariage étincelant de riffs chromés et de lignes vocales d’une étonnante pureté. Oui, la perfection, et pourtant, l’AOR est exigeant, très. Mais les Grecs ne sont pas à un exploit près.

Imaginez d’ailleurs tout ce que vous chérissez le plus dans cette musique. Concentrez toutes ses qualités dans un même album, et vous obtiendrez les dix morceaux de 4, qui s’il bénéficie d’une exposition à la hauteur de ses atours pourrait devenir une référence à l’avenir, un genre de mètre étalon auquel toutes les futures productions seront comparées. Un melting-pot d’excellence, voilà ce qu’il est. La puissance de JOURNEY, le raffinement de BOSTON, les harmonies magiques de KING KOBRA ou HAYWIRE, la versatilité de BITE THE BULLET, pour un ballet ininterrompu de hits qui s’enchaînent sans se répéter ou faiblir.

Le genre d’album dont une analyse poussée en track-by-track ne saurait déceler la moindre imperfection, même après des heures de dissection, et en faisant preuve d’une mauvaise foi assumée.

Alors, les Grecs passent tout en revue, tout en gardant l’œil fermement fixé sur le Hard Rock mélodique. Pas question de tomber dans la soupe noyée par trop de claviers, même si ces derniers sont omniprésents. C’est bien la guitare, la rythmique et la voix qui dominent les débats, comme le démontrent de petits joyaux comme « Hot Wired » qui aurait de quoi rendre fous de jalousie les CHEAP TRICK, ou encore cette ouverture euphorisante qu’est « Desperate Heart ». Ecoutez donc cette intro en duo riff/nappe de claviers, et dès les premières secondes, vous comprendrez de quoi je veux parler. Son ample et clair, puissance maîtrisée mais pas bridée, et surtout, une mélodie, de celles qu’on n’oublie pas et qui laisse le cœur en émoi. Dès le départ, on pense à une version Américanisée des HAREM SCAREM, ce qui n’est pas le moindre des compliments, mais il faut dire que la voix sublime de George Bitzios se rapproche beaucoup des inflexions profondes et pleines de feeling de Harry Hess.

Le talent individuel est d’ailleurs un fait indéniable qui transforme le groupe en machine de guerre AOR implacable, qui a su retrouver l’esprit du genre tel qu’il était pensé dans les années 80, pour l’adapter à 2016, avec une flamboyance pourtant très humble. Chaque note est à sa place, et chaque envolée sonne juste. C’est bien le bilan qu’il faut tirer de 4 qui ne se prive justement pas de le faire avec les meilleures cartouches du groupe depuis ses débuts.

« Love Can Change You », par exemple et parmi tant d’autres en est une illustration idoine, avec ses harmonies vocales sublimes soulignées de chœurs fédérateurs. Il faut dire que WILD ROSES a expurgé le genre de ses tics les plus irritants et « faciles », même s’il cède aux sirènes de l’inévitable ballade avec « Save The Night ». Mais même en ce cas précis, la beauté de la mélodie est telle qu’on se prend au jeu…

D’ailleurs, le groupe s’arrête là, et même si certaines interventions sont parfois nuancées d’une Pop discrète, comme sur « Broken Hearted », ce choix est aussitôt contrebalancé par un morceau haut en énergie tel que « Waiting For You » et ses envolées de guitare lyrique. 4 caresse mais sait aussi montrer les dents, à l’image de la scène scandinave qui elle aussi est devenue une sacrée référence. L’AOR Grec est respectueux, mais trouve un équilibre magique entre synthé typique et guitare qui pique, et peut se reposer sur des arrangements vocaux séduisants, qui dynamisent chaque titre de leur entremêlement enjôleur.

Inutile en fin de compte de passer trop de pommade, puisque de toute façon 4 est ce qu’il est, et tous les véritables passionnés s’y retrouveront quoiqu’il arrive.

Je terminerai avec une formule à l’emporte-pièce que j’affectionne tant. Les WILD ROSES ont enregistré avec 4 le meilleur album de Rock mélodique/AOR des années 80 qui ne soit pas sorti dans les années 80.

Point.  5/5

STORMBRINGER

Ich verfolge die Karriere der griechischen Melodic Rockband WILD ROSE schon seit einigen Jahren und kann behaupten, ihre Musik hat mich nie enttäuscht. Bereits 2004 gründete Gitarrist Andy Rock die Band und erreichte in seiner Heimat durch zahlreiche Clubkonzerte bald einen gewissen Bekanntheitsgrad. Wegen der häufigen Besetzungswechsel erschien erst 2011 das formidable Debut „Half Past Midnight“, das immerhin die Auszeichnung Best Debut Release / Newcomer of 2011 bei Heavy Paradise erreichte. Kurz darauf wurde Sänger George Bitzios durch den Engländer David A. Saylor (Ex-PUSH UK) ersetzt. Auch das Label wurde gewechselt und das folgende Album „Dangerous“ (2013) fand in Insiderkreisen überaus Gefallen und verzeichnete schöne Chart-Erfolge in Europa und Japan. Obwohl AOR Heaven schon nach einem halben Jahr das Schild „Sold Out“ für das Album raushängen konnte, heuerten WILD ROSE im folgendem Jahr bei AOR Boulevard Records an. Auch Album Nummer drei „Hit’N’Run“ konnte die Qualität halten und erhielt großartige Resonanzen, trotzdem drehte sich wieder das Wechselkarussell: David A. Saylor kündigte und es kam zur Wiedervereinigung mit den Brüdern George und John Bitzios, sodass bereits im April 2015 mit dem neuen alten Line-up das Schreiben neuer Songs begonnen wurde.

Die vierte Scheibe innerhalb von nur sechs Jahren heißt praktischerweise „4“ und setzt konsequent den eingeschlagenen Weg fort: AOR in seiner reinsten und besten Form: Wunderschöne Melodien und Refrains, die sich richtig in die Gehörgänge einbrennen, ohne langweilig oder abgelutscht zu wirken. Überraschende Hooklines, prächtige Soli, dezente Keyboarduntermalung und der genretypische Gesang, solistisch oder im Chor (meist mit ihrem umtriebigen Manager Chris Siloma), alles mit einer unglaublichen Spielfreude dargebracht. Die Songtitel und Texte lassen wieder kein Klischee aus – macht nichts, solange den beiden Songwritern Andy Rock und Dirty Haris nicht die musikalischen Ideen ausgehen.

In bester 80er Jahre Manier wird das Album mit dem straighten Rocker „Desperate Heart“ eröffnet, ein potentieller Hit und bereits als Single veröffentlicht. „Love Can’t Change You“ und „Summer Girl“ sind ebenso flott mit wunderschönem, harmonischem Gesang. Auch die folgenden Songs sind im selben Tempo angesiedelt, doch keine Angst, es wird nicht langweilig, denn jeder Track ist markant und eigenständig, mit eigener Stimmung und eigenem Reiz. Sehr interessant, weil sehr verspielt mit romantischer Atmosphäre ist die (einzige) Ballade „Save The Night“, die auch mit einem ausgeklügelten Solo aufwartet.

In dieser Form brauchen sich WILD ROSE vor der skandinavischen Konkurrenz nicht zu verstecken, im Gegenteil, sie spielen in der obersten AOR/Melodic Rock Liga mit. Unverzichtbar nicht nur für alle Liebhaber der glorreichen Achtziger (NIGHT RANGER, SURVIVOR, BAD ENGLISH und Konsorten), denn Andy Rock und Co. vertreten perfekt die moderne Rockgeneration mit Nostalgieblick!
Bewertung: 5.0 / 5.0 Autor: Wolfgang Kelz

VIA NOCTURNA

Andy Rock está de regresso aos discos com o quarto álbum dos seus Wild Rose, dois anos, duas alterações de line-up e uma mudança de editora depois de Hit ‘n’ Run. Longe vai o tempo em que este género tinha muito airplay nas rádios, mas isso parece não preocupar estes gregos (e ainda bem!) que continuam fiéis a si próprios criando uma coleção de dez canções melódicas, com belas harmonias vocais e guitarras suaves num AOR/rock melódico em constante piscar de olhos às ondas radiofónicas. 4 é um disco certinho, sem fillers, é verdade, mas também sem grandes explosões de criatividade, de tal forma que o tema que mais fica marcado no final das audições é uma balada: Save The Night. Os Wild Rose preferem, claramente, jogar pelo seguro e pouco arriscam neste disco que acaba por ser uma continuação lógica do que o coletivo tem vindo a fazer. Os fãs sabem o que esperar e certamente gostarão. Os fãs de grupos comoSurvivor ou Foreigner ou Journey que não conheçam os Wild Rosetambém podem descobrir o coletivo que não sairão defraudados. Rating: 5,2/6

AOR WATCHTOWER

Na ativa há mais de uma década, os gregos da Wild Rosedespontaram para o mercado em 2005, quando seu primeiro single foi lançado. Seriam necessários mais seis anos até que o primeiro álbum chegasse às lojas e, desde então, a banda havia lançado outros três álbuns bem bacanas, e agora temos “4” chegando para aumentar essa lista. Mantendo a mesma sonoridade “80’s radio friendly AOR” que os caracteriza, a Wild Roseaumentou o nível de qualidade de suas canções e também das interpretações, apresentando um álbum coeso e que pode ser facilmente apontado como o melhor de sua carreira até o momento.
Logo no início, o rocker “Desperate Heart” apresenta a sonoridade predominante no álbum: guitarras onipresentes, sempre acompanhadas por teclados calculadamente distribuídos, e tudo isso envolvido por backing vocals caprichosamente colocados. O refrão é marcante e fica ecoando na cabeça por horas, fazendo lembrar um os grandes destaques do álbum, assim como a excelente “Love Can Change You”, outro rocker envolvente que apresenta as guitarras na linha de frente, mas aqui elas são acompanhadas por uma linha de baixo mais evidente. Com backing vocals precisos e impulsionados por uma melodia empolgante, o refrão catapulta a canção para a estratosfera, transformando-a em outro grande destaque do álbum, o que acontece – uma vez mais – com “Summer Girl”, rocker cavalar que apresenta teclados em primeiro plano disputando espaço com as guitarras dentre de um arranjo previsível, é verdade, mas extremamente eficaz, contando com b-sections empolgantes e um refrão explosivo, detalhes que fazem dessa canção mais um destaque do álbum.
Em seguida temos “Time After Time”, um mid-pacer envolvente com teclados na linha de frente e cujo arranjo é bastante tradicional, com b-sections crescentes e refrão envolvente, como o manual dos bons sons ensina. Outro grande destaque do álbum, sem dúvida alguma, assim como acontece em “Love Games” e “Hot Wired”, ambos rockersmatadores com aquele infalível apelo radio friendly que sempre apresenta um refrão arrasador, e em ambos os casos não há exceção a regra.
Já “Save The Night” é uma linda balada, com arranjo inevitavelmente 80’s, onde o baixo assume a linha de frente que é pontuada pelas guitarras que assumem o controle ao longo do refrão impactante. Um belo momento que se destaca no tracklist do álbum, da mesma maneira que “Broken Hearted”, um rocker mais cadenciado, envolvente e com refrão caprichado. Com um arranjo mais dinâmico, o rocker “Waiting For You”mantém o alto nível melódico e sempre radio friendly, característica que se repete na ótima “Don’t Let Me Down”, outro rocker envolvente e que conta com um refrão marcante. Todas essas canções podem ser apontadas, indubitavelmente, como destaques do álbum.
Em resumo, caríssimas e caríssimos, não tenho medo em afirmar que “4” é o melhor trabalho da Wild Rose até o momento. Com canções muito mais bem elaboradas (especialmente os arranjos) e com a musicalidade mais apurada, a banda apresenta um conjunto de canções de qualidade e muito bem executadas. Ainda, o vocalista George Bitziossoa infinitamente melhor, com a voz mais bem postada, sem abusos ou derrapadas. Finalmente, a produção está muito bem acertada e esse conjunto de qualidades faz com que “4” seja um dos melhores álbuns lançados até agora em 2016. Um excelente conjunto de canções que merece, sem dúvida alguma, um lugar em sua coleção…

ROXX ZONE

Tornano con un grande album i Wild Rose, band AOR di origine greca dale grandissime potenzialità. La partenza è fresca e spensierata, “Desperate Heart” si presenta come un brano di ampio respiro, arioso e intenso. “Love Can Change You” mostra un riff azzeccato e tagliente, senza cali di tensione e nel complesso molto ben strutturato in tutte le sue componenti. A tratti sembra di essere ritornati nei gloriosi anni ’80, fatto messo in evidenza anche in “Summer Girl”, dai suoni convincenti e dalla trama sempre in crescendo. “Time After Time” sigilla il rapporto tra band e ascoltatore: grande brano, grande musica e riuscita perfetta. Chiaramente supportati da una produzione all’altezza, iWild Rose mettono in luce anche un’eccellente preparazione tecnica e una particolare vivacità creativa, come nel cruento e deciso “Love Games”. Ottimi riff si mischiano con le tastiere tipiche del genere AOR, creando intrecci perfetti e piacevoli, sfornando brani tosti e riusciti come “Hot Wired”, corale e decadente, o “Save The Night”, lento, scintillante e cristallino. La tensione sale nuovamente con la gustosissima “Broken Hearted”, sempre incentrata su argomenti sentimentali e resa nel migliore dei modi dalla band. Nonostante ci si avvii verso la conclusione, i Wild Roseincastonano l’ennesima perla di questo album – gioiello: “Waiting For You” fa spalancare occhi, orecchie e soprattutto il cuore dei più sentimentali. Cala il sipario sulle note di “Don’t Let Me Down”, altra trionfale cavalcata che completa e conclude degnamente un lavoro di livello altissimo, eccellente in tutte le sfaccettature e che potrebbe seriamente lanciare i Wild Rose nell’Olimpo del rock contemporaneo.

ROCKWAY.GR

Η ιστορία των Wild Rose ξεκινά σαν ιδέα πίσω στο 2004 από τον εμπνευστή και αρχηγό Andy Rock και παίρνει σάρκα και οστά το 2006, ενώ λίγο αργότερα το 2007, έρχεται το πρώτο τους promo cd single, με τίτλο “It’ s all about love”.

Από εκείνη τη στιγμή ακολουθούν τρία άλμπουμ που κάνουν αίσθηση στο AOR κοινό, support εμφανίσεις στους Talisman και αξιομνημόνευτα live σε Αθήνα και Θεσσαλονίκη από όπου και προέρχονται.

Μια ανάλογη εμπορική καταξίωση σε χώρες με αντίστοιχη μουσική σκηνή, όπως για παράδειγμα η Σουηδία, ταξιδεύει το όνομα του γκρουπ κι έξω από τη χώρα. Όταν φέτος φτάνει η στιγμή για το νέο τους άλμπουμ με τον προφανή τίτλο “4”, η Lion’s Pride αναλαμβάνει την παγκόσμια κυκλοφορία τους, ενώ η Avalon/Marquee Inc. την αντίστοιχη Ιαπωνική και η γνωστή πια Steel Gallery Records την κυκλοφορία του στη χώρα μας.

Με απόλυτη προσήλωση στις βασικές αξίες και συντεταγμένες του Melodic Rock και AOR, όπως αυτές χαρτογραφήθηκαν από αντίστοιχα γνωστά και άγνωστα σχήματα στο τέλος των 80’s και στις αρχές των 90’s, οι Wild Rose αποκαλύπτουν από τις πρώτες στιγμές του άλμπουμ μια αφοπλιστική ικανότητα και γνώση στις ευκολομνημόνευτες συνθέσεις που παράλληλα μεταφέρουν όλα τα ανάλογα ηχητικά εφόδια του χώρου. Πεντακάθαρα, μελωδικά φωνητικά, παραδοσιακά κινητικά πλήκτρα με μεγάλες δόσεις νοσταλγίας μιας εποχής που το ιδίωμα γνώρισε την έκρηξή του, εξαιρετική κιθαριστική δουλειά με έμφαση στη μελωδία και τον ανάλογο ήχο. Τα θέματα είναι εύκολο να τα φανταστεί κανείς όπως άλλωστε και την ανάλογη απουσία μουσικών εκπλήξεων, γεγονός όμως που χαρακτηρίζει σχεδόν όλα τα ονόματα του χώρου στον παγκόσμιο χάρτη. Το συνθετικό επίπεδο όμως έχει τέτοια πληρότητα και συνέπεια και δεν αφήνει τρύπες στη ροή του δίσκου, ξαφνιάζοντας τελικά πολλούς ακροατές που συνήθως περιμένουν από άλλες παραδοσιακές μουσικές σκηνές του πλανήτη τέτοιες απαιτητικές κυκλοφορίες.

Οι φίλοι των Drive She Said, FM, Bad English, Signal, Giant, Fastway της περιόδου με τον Lea Heart κι άλλων τέτοιων “radio friendly hair heroes ” μιας άλλης εποχής έχουν μια σίγουρη ευκαιρία ενός αξιοσέβαστου deja vu. Όμως κι όσοι σήμερα ψάχνουν στους Newman ή τους H.E.A.T τους επόμενους, σύγχρονους AOR ήρωες, έχουν με την απαιτητή, θεραπευτική αφέλεια των Wild Rose μια εξίσου αξιόπιστη ευκαιρία δίπλα τους.

NU ROCKS

Wild Rose son los reyes del AOR clásico europeo. Esto es un hecho, habrá quien tenga ganas de rebatirme, espero que con argumentos sólidos, y yo respetaré todas las opiniones, faltaría más. Pero es que lo que hace este puñado de griegos es de otro planeta: sinceramente, hacìa muchos años que no disfrutaba tanto ni me emocionaba tanto con un disco. Y es que siempre fui muy fan de aquel primer y maravilloso lanzamiento de la banda, aquel ‘Half Past Midnight’, con el que aprendí que aún con pocos medios se podía producir AOR de primer orden. ‘4’ entronca de principio a fin con ‘Half Past Midnight’, encarnándose en el auténtico heredero de aquel sonido. La etapa intermedia, protagonizada por la voz del inmenso David A. Saylor nos trajo a la vista una banda más “mortal”, menos “divina”, con los pies más en la tierra y sobre todo más preocupados de poner al servicio de la voz de nuestro querido amigo David las composiciones, hasta el punto que, en mi humilde entender, ‘Dangerous’ y ‘Hit N Run’ parecían más proyecciones de la carrera en solitario del vocalista afincado en Birmingham que discos de Wild Rose propiamente dichos. Siendo como eran dos discazos impresionantes, no me llegaron nunca a emocionar como aquella primera ocasión, y como en estos momentos con este flamante y enorme nuevo disco. En este momento, voy a determinar mis razones para que ésto haya sucedido: fundamentalmente, la vuelta al micrófono de ese estupendo vocalista que es George Bitzios, una de las mejores voces que he escuchado jamás en el panorama musical europeo, vocalista muy reconocido en su país, y que le ha otorgado a este ‘4’ un plus de calidad enorme. Ello conlleva que la banda ha compuesto temas con más soltura y sentido melódico, que encajan a la perfección con el perfil que de ellos teníamos los que amamos este sonido, y que nos traen de vuelta a aquella banda especial que todos esperábamos.
No soy muy amigo de desgranar datos técnicos, pues son fácilmente localizables a través de internet, pero para completar estas líneas aquí los dejo: ‘4’ fue grabado en los EVO Studios deEvosmos, excepto las baterías que lo fueron en los Stone House Studios, entre mayo y agosto de 2015. Las mezclas han corrido a cargo de Pelle Saether, más conocido por ser el dueño de la banda sueca Grand Design, en los Studio Underground de Vasteras, masterizado por Dan Backman y producido por el propio Andy Rock y la banda en pleno. Como curiosidad, decir que ‘4’ será editado en tres diferentes formatos artísticos, con tres front covers diferentes, para los lanzamientos mundial, griego y japonés.
“Desperate Heart” da comienzo a la escucha, y mis rodillas comienzan a temblar: esto es AOR, joder, cómo lo he echado de menos. AOR de verdad, no sucedáneos ni hard rock travestido de melodía. Qué bueno es George Bitzios, no puedo dejar de lamentar esos años que nos privó de grabaciones con su voz, para mí es la gran estrella de este ‘4’, respetando obviamente el trabajo de toda la banda en su conjunto. Teclas en su sitio, muy estudiadas y medidas, modernas a mansalva, coros maravillosos, un trabajo de guitarra superior y sensibilidad a flor de piel. “Love Can Change You” es un tema rápido y rabiosamente melódico, mientras me preparo para la orgía que supone para mí disfrutar de las teclas de inicio en “Summer Girl”, un tema que me trae muchos y buenos recuerdos mientras suena en mis auriculares. Tengo la sensación del retorno a casa tras un largo día de trabajo, éste es el gran poder de la música: transportarte a escenarios placenteros aunque sea por un segundo. “Time After Time”es de esas bombas que dinamitan con facilidad mi viejo corazón, que se acelera con el solo roce de la melodía, con la anticipación del movimiento del aire al colisionar con sus párpados. ¿Es el momento de hacer poesía? Esto es lo que provoca escuchar temas como éste.
“Love Games” es otro corte rápido, dotado de un estribillo muy a la inglesa, me recuerda mucho a aquel glorioso ‘Take Off’ de los británicos After Hours, discazo absolutamente imprescindible. Modernas teclas de inicio y un riff infeccioso para un tema super sensual, como es “Hot Wired”,  y, por fín, llega mi momento. No he escuchado en mi vida un tema con la carga de emotividad que me proporciona “Save The Night”. Es absolutamente maravillosa, cantada a muerte por un George Bitzios que me eriza la piel hasta hacerme desear poder cantar sólo una vez en mi vida una canción de ese modo. Precioso el lentísimo solo que nos regala Andy Rock a media canción, absolutamente inolvidable. Si este tema no te hace sentir nada, es que no hay esperanza para tí.
“Broken Hearted” es un temazo muy a la FM, la verdad que siempre pensé que las principales influencias de Wild Rose provenían del viejo y querido AOR británico y los monstruos del clasicismo americano, manteniéndose alejados de las tan manidas corrientes escandinavas que parecen querer impregnarlo todo en nuestro estilo musical. “Waiting For You” incide en estas premisas, la verdad que nos encontramos en una sucesión interminable de hits, y se me acaban los adjetivos y las palabras, cosa que no suele ser fácil. El final llega de modo inmejorable, con “Don’t Let Me Down”, pero tengo la inefable sensación de haberme quedado huérfano: todo lo bueno dura poco, aunque perdura por siempre en la memoria.
Gracias, Wild Rose, por hacerme feliz y traerme de vuelta mi música. Nunca podremos los fans del AOR agradecer a esta banda lo suficiente su cruzada por el verdadero AOR, sin aderezos ni condimentos. Puro y simple, como las cosas buenas.
No os perdáis a esta banda inmensa en su gira por nuestro pais en septiembre, una gira que para mí es muy especial por motivos personales. Te lo debía, Chris Siloma, y a fé mía que he pagado mi deuda.
Por José Manuel Alvarez Santos, ‘Rocky’ | Puntuación 5/5

ROCK & PROG ~ 7 anos

Los griegos de Wild Rose vuelen a sorprendernos con un nuevo lanzamiento, en este caso su cuarto disco titulado (como lo hizo Foreigner ) “4”. La banda había dejado de ser una promesa con el anterior “Hit ´N´Run” (2014) y nuevamente vuelven con una estupenda muestra de AOR de la vieja escuela.
Para este álbum volvieron a tener a su vocalista original George Bitzios(reemplazando al español David A. Saylor), lo que personalmente me parece un acierto, con una voz mucho mas adecuada para la dirección que el grupo ha buscado aquí. El trabajo del resto del grupo es sobrio, destacándose los solos de guitarras de John Bitzios, que muchas veces parece poseído por Neal Schon (Journey) y el trabajo delicado de las teclas como lo hacían las viejas bandas de los 80’s (sobre todo las Canadienses), a cargo de Dirty Haris.
La orientación más retro se ve reflejada en canciones como la apertura”Desperate Heart” y la siguiente “Love Can Change You”, que tranquilamente pueden recordar a bandas de culto como Aviator, Outside Edgeo Preview, todos los clichés del género están presentes y hechos a la perfección. Y esto no queda acá “Summer Girl” y “Time After Time” suenan mas americanas y la voz de Bitzios por momentos recuerda a la de Robbie La Blancde Blanc Faces. Con “Love Games” vamos a encontrar una canción que tiene que ver más con el sonido del álbum anterior, aunque ahora suena mucho mas limpio todo, sobre todo las guitarras que ya no están tan al frente. “Hot Wired” no es una versión del temazo de FM incluido en “Indiscreet”, pero no está lejana al sonido de esa joya del AOR. Llegamos a la reposada “Save The Night” , la power ballad que no podía faltar e inmediatamente vuelve a brillar el viejo y querido rock melódico con “Broken Hearted”. Finalmente nos queda “Waiting For You” una canción que en los 80’s se hubiese usado para el soundtrack de alguna película y hoy sería un recordado hit, El cierre del disco lo tiene la ganchera “Don´t Let Me Down” que nos deja con ganas de más, el álbum pasa volando, no solo por las entretenidas canciones, sino porque (como en los viejos tiempos) apenas supera los 40 minutos.
Una obra perfecta para aquellos que gustan del AOR y para los que quieran introducirse en el mundo de Wild Rose aquí tienen el mejor disco que hicieron hasta la fecha. – PUNTAJE: 9,50 / 10 –

CIUDADANO ROCK

El logro y la consolidación de una idea bien definida desde sus orígenes. – Por Juan Antonio García.

La banda de Andy Rock sigue su camino con su cuarto álbum titulado “4”, logrando pulir las carencias de sus orígenes y consolidando un estilo de AOR clásico de los 80 gracias a sus siempre buenas melodías y la notable mejora en la producción.

Lograr que Wild Rose siga manteniendo su personalidad después de tantos cambios, en cuanto a músicos se refiere, es un valor a tener en cuenta, y gran parte de este logro es gracias a las composiciones de Andy y a una idea bien definida de lo que siempre ha buscado este músico para su banda.

En “4” no echamos de menos al genial David Saylor, gracias a un George Bitzios que cumple sobradamente su cometido, llenando con su voz todo el disco. Estamos ante un trabajo de puro Wild Rose: bonitos y cuidados medios tiempos, buenas melodías, abundantes y elegantes teclados, fantásticos coros, pero con el plus de una producción mucho más sólida, tanto en ambientación como en musicalidad, además de una mejora sustancial en cuanto a la base rítmica (mucho más contundente y bien trabajada) con especial mención a Dimos Thomaidis por un lado y a la producción en general por otro.

Parte de lo comentado anteriormente lo podemos escuchar en la brillantísima y elegante pieza “Desperate Heart”, que es de lo mejor del disco, así como en el bonito medio tiempo “Summer Girl” o en “Broken Hearted” y “Waiting For You”, aunque estos son solo algunos de los ejemplos ya que los 10 temas están realmente bien y se trata de un álbum totalmente compacto y homogéneo.

También es de reseñar la balada del disco “Save The Night” y el excelente solo de guitarra de Andy, el cual está presente y genial en todo el álbum.

Analizando la evolución del grupo sólo caben buenas noticias de cara al futuro, y estaremos atentos para escucharlo y contarlo.

BURRN! MAGAZINE

FIREWORKS #74

HAMMERHEAD

HEAVY PARADISE

When it comes to a band like the Greeks Wild Rose, you know what to expect; plenty of melodies, beautiful harmonies, emotional performances, catchy songs and a late 80’s AOR vibe. After three superb and extremely melodic records, nowadays these AOR-sters are back to present us their brand new opus which is entitled “4”.

For this new release, Wild Rose and their original singer George Bitzios join their forces and the result is, once again, amazing.

“Desperate Heart”, the first single, is pure melodic rock bliss and for sure, one of the album’s highlights!! Smooth, melodic and with a catchy chorus line to sing-a-long….do you want more? Next “Love Can Change You”, a more straight forward rocker, is another great sample of Wild Rose’s music. Simple, melodic and always in an old-fashioned way that will please even the most difficult fan of this scene. “Summer Girl” and “Time After Time” are both very good while in “Love Games” we have a killer commercial AOR tune that features a ‘punchier’ chorus, excellent arrangements and a ‘tasty’ guitar work!! In “Hot Wired”, the boys gettin’ heavier and in “Save The Night” Wild Rose performing one of the best ballads that I’ve heard since ages!!! In “Broken Hearted”, “Waiting For You” and the last one, “Don’t Let Me Down” (another highlight) the beautiful melodic rock/AOR show continues!

Wild Rose is back with this killer release!! Wild Rose is a band that stays true to its roots and gettin’ better and better with each album. “4” is, in my humble opinion, a step forward for the band regarding of the sound, the melodies, the performances, the songwriting and generally the songs. A must have for each and every true AOR fan out there!! Rating : 9/10

DECIBEL GEEK

Hailing from Greece, AOR band Wild Rose are soon set to release their 4th full-length studio album, aptly titled 4. Fans of Tyketto, Richard Marx, Survivor, Night Ranger, and even earlyBon Jovi are sure to enjoy this melodic album.

The band was formed over a decade ago and after much persistence and a few line up changes the band released their first full-length release, Half Past Midnight, in 2011. Since then they have remained productive, releasing 2 more studio LP’s. The new album 4 will see Worldwide release on May 6, 2016, by Lion’s Pride Music.

Album opener “Desperate Heart” is a mid-tempo melodic rocker that really sets the mood and tone for the album. The sweet guitar riff in the keyboard-laced intro sparked my early Bon Jovi mention and the expressive ascending lead guitar playing is a great treat. The energy picks up a bit with the following track “Love Can Change You” that also includes some great lead guitar work. Other noteworthy tracks include “Love Games” and “Waiting For You”.

After spending some time with this album I’ve found that there is somewhat of a simplicity within it that I find refreshing. One thing I would’ve loved to hear on this recording is a good acoustic drum kit. The soulful vocals and catchy melodic riffs make this a solid effort and I encourage anyone who is a fan of this style of music to give Wild Rose a listen. Review: Derik Novak

SLAM ROCKS

Ritornano i greci Wild Rose con il loro quarto album (…so che tanti si stavano domandando cosa significasse quell’enigmatico numero come titolo del disco!) e sin dalle prime note si respira tutt’altra aria rispetto alle precedenti pubblicazioni della band ellenica che non avevano certo brillato né per composizioni né tanto meno per originalità.

Il loro leader nonché chitarrista, compositore e produttore dell’album Andy Rock ha corretto il tiro e centrato il bersaglio portando finalmente la sua band a pubblicare dieci tracce mature ma anche fresche e frizzanti… certo l’originalità latita ancora ma in un genere come l’ A.o.r. (…come un po’ in tutti gli altri generi…) l’ascoltatore “fan” vuole ascoltare quello… fatto bene e con melodie d’impatto: quindi questa volta i Wild Rosehanno fatto bingo facendo il salto di qualità che gli catapulta tra le bands europee di punta dell’hard melodico del vecchio continente.

Quest’inversione di trend si nota già dalle prime note di “Desperate Heart”, hard melodico americano cristallino in puro stile anni ’80 con bei riff di chitarra, tastiere in evidenza e cori da capogiro…. la voce di George Bitziosè calda e corposa e avvolge le melodie estive che compongono la maggior parte di questo “4”.

“Love Can Change You”, “Summer Girl”, “Time After Time” tutto profuma di bella stagione, crema doposole e amori alla luce del tramonto: le coordinate della band greca sono sicuramente Survivor, Night Ranger, Drive She Said e Journey anche se i Wild Rose dimostrano una maturità e personalità tali da fare propri i suoni e le atmosfere delle bands capostipite del genere.

Non ci sono cali di tensione ma anzi i brani sono tutti di valore lasciando una piacevole brezza positiva che spira attraverso le casse dello stereo fino alla fine dell’ultima traccia.
Buona la produzione che non impasta mai i vari strumenti ma anzi dona fluidità a tracce come “Love Games” (grandissimo chorus) o “Hot Wired” e gli arrangiamenti danno respiro a ritornelli quasi sempre convincenti.
Per gli amanti delle melodie zuccherose legate all’adult oriented rock questo è sicuramente uno dei dischi “top” di questo primo squarcio di 2016… i Wild Rose al quarto tentativo hanno raggiunto il monte Olimpo ora sta a voi scoprirli e rendere giustizia a questo piccolo gioiellino… bravi! MATTEO TREVISINI

R1 RADIO

There is nothing more pleasant than to hear in 2016 my melodies from a band that “defends” in the best way the American Melodic Rock music scene.
Wild Rose created 10 songs in which stand out of course, the amazing guitar solo.
Certainly expected for the species, but not spoiled me at all, because as you know, I love the sound that the guitars make and this album has many impressive solos!
Lyrics and melodies that fill the space with thoughts, with trips to a melodic past that’s missing!
The truth is that I found it hard to choose my favorite songs … one after the other stuck to me and the repeat button “caught fire”!
1. Desperate Heart
The lyrics of this song, are like a memory or maybe as a longing to hear him or her that you want to sing them. Its music is in the known footsteps of AOR, with the guitar solos have their field day … they accompany impressively both the lyrics and the tension that the song puts.
2. Love Can Change You
It is known that the AOR, could be described as a music scene that celebrates love, romance, separation, longing … and Love Can Change You could be a more modern hymn to love … I do not know if love can change you, as Wild Rose say, certainly, however, the song gave me pace. I caught myself “dancing”!
3. Summer Girl
I loved the introduction! Surprisingly keys, and of course what else, the guitars! Again lyrics you will love! Besides, I am sure that the men of the “gang” some summer met a girl who would make you think about her a long time … if not … this song will make you want to experience a “summer girl”. The melody is familiar, but as I always say, this is good … it means that the band put you in the process to remember … what reminds you that song!
4. Time After Time
A song, typical “ballad” of the scene. Melodic, “love full” and with travelling lyrics.
5. Love Games
I loved it … still the intro sounds in my ears … the guitars in their best … I cannot say anything else … it is on the repeat …
6. Hot Wired
Hot Wired, reminded me a little of the decade of 80’s … Melodic would venture to say, that is “touching” the Hard Rock of that time … although “steps” on Melodic, make passes in Hard … in some points even the music is typical of the AOR. At 2.19 the guitar solo, although a little one “kicks ass”!!!
7. Save The Night
Ballad … a beautiful melody, a beautiful verse … one more hymn to love … If I could I would pick it as the first dance that once danced at the first school party… Although I have no particular preference in ballads, I “fell in love” with this…
8. Broken Hearted
The keys here are more strongly… of course it was expected since basically this song is another typical example of AOR … amazing lyrics again, as in the whole album … Another ballad, another hymn to the loss of whom we fell in love … another trip, maybe, in our first “love” …
9. Waiting For You
If I was told these lyrics… however I would return! The melody of this song, reminded me again the good times of the 80s … I’ll be scenic again, but I adored the guitar solo… I loved the lyrics… and definitely fell in love with the drums! This song should be listened even if you do not like AOR!
10. Do not Let Me Down
The turns of the voice, the melody, the solos… in simple English… another one that I loved!
Surely the Wild Rose’s album didn’t disappoint me for a moment! You have to get it!!! I certainly feel very happy now that in my collection will have the “4” and especially that in 2016 I listen again to AOR!!! Review by Katerina K.

DEN melodiösa BLOGGEN

I maj är det grekiska AOR bandet Wild Rose tillbaka med sitt fjärde album och om ni diggar klassiska namn som FM, Giant och Strangeways är detta är ett givet köp. Här hittar man riktigt catchiga låtar som till exempel “Desperate Heart”, “Love Can Change You”, “Love Games” och “Waiting for You”. Mitt favoritspår är dock den lite mer lugnare “Broken Hearted”, som helt klart sticker ut ur mängden.
Plattan har inga direkta svagheter utan håller en jämn nivå rakt igenom. Jämfört med tidigare releaser så tycker jag att produktionen är snäppet bättre på detta kommande album.
“4” släpps den 6:e maj via bolaget Lions Pride Music. Betyg 8/10

RADIO BARBAROSSA

Am 06. Mai 2016 erscheint das vierte Studioalbum der griechischen Melodic Rocker Wild Rose unter dem passenden Titel „4“. Wie schon bei den Vorgängeralben präsentieren uns Andy Rock (Gitarre, B. Vocals), George Bitzios (Vocals), Dirty Haris (Keyboards) John Bitzios (Gitarre, B. Vocals), Dimos Thomaidis (Drums) und Panos Barkoutsos (Bass) allerfeinsten Melodic Rock. Der Eröffnungstrack „Desperate Heart“ kommt flott und straight daher. Erstklassige Hooks, klasse Riffs und harmonische Melodien, hier und da dezent eingesetzte Zweitstimmen – sowohl bei „Desperate Heart“ als auch be den andern neun Tracks zu finden, katapultieren den geneigten Hörer zeitweilen an einen Strand bei Sonnenuntergang und sanften, warmen Wind. George Bitzios stellt auch auf diesem Album erneut seine Sangesqualitäten unter Beweis. Die saubere und klare Produktion sowie ein erstklassiges Mastering verleihen diesem Werk den letzten Schliff und trägt zu einem ausgezeichneten Gesammtbild bei. Als Anspiel – Tipp sei hier „Save the Night“ sein, eine wunderschöne, verträumte Ballade, die mit einem grandiosen Solo beider Gitarristen trumpfen kann.
Wild Rose ’s neues Album „4“ kann sich mit Fug und Recht bereits jetzt schon als klassiker bezeichnen. Und nicht nur für Wild Rose Fans ein Must have – sondern auch für alle, die auf Bands wie Foreigner, Journey oder Bad English stehen. Wir von Radio Barbarossa gratulieren zur vollen Punktzahl. Und hoffen, Wild Rose alsbald auch in Deutschland llive auf der Bühne erleben zu dürfen. Rating: 5/5

VIRI AOR

Wild Rose regresa en Mayo con nuevo disco, con la formación original y que dejó un debut a la altura de los clásicos. Abril de 2015, George y John Bitzios se reúnen con la banda y Wild Rose lanza la versión acústica de la canción “I Want Your Love” como single.

Y mientras tanto Wild Rose empieza a escribir y grabar nuevas canciones para su próximo álbum. Tras dos discos de gran altura con “the feeling man” David Saylor, llega la obra cumbre y la consolidación de los griegos, ¿por qué? pues muy simple, hay amores que sólo está destinados a triunfar entre sí, como es este caso. Simbiosis perfecta entre Bitzios y el resto de la banda que hace que las musas salgan al exterior a deleitarnos en forma de melodía.

Disfrutar de estos diez temas está fuera del alcance de las simples emociones humanas hasta que lo desentraña el misterio aún más profundo de nuestras propias almas.

Empezar un disco con “Desperate heart” es casi como desnudarte en la primera cita y mostrar tus armas desde el principio. Los teclados y el riff  inicial te invitan a pasar al salón del placer auditivo. La voz simplemente genial, me hace vibrar sin esperar, y ese giro vocal que da en un pasaje concreto te parte. En estos tiempos el Aor tiene un significado, si te perdiste los 80, esta banda tiene lo que amamos de esa época. “Love can change you” es la prueba de que las voces y los coros en perfecta armonía pueden hacer que comprendas que la música es un sentimiento, igual que amar. Lo reúne todo, grandes teclados y una base rítmica que te recuerda que hay personas que te pueden hacer feliz de forma sencilla, casi sin notarlo.

No conozco un tema donde la palabra verano suene mal en el Aor. “Summer girl” es otra pieza mágica para el recuerdo. Da igual que quieras llevártelo al terreno de los recuerdos o la nostalgia por esos amores de verano. El tema por sí solo es único, un rayo que te parte los huesos y te deja estaqueado en la mitad del patio. Sin tregua “Time after time” es la delicadeza hecha nota. Te acaricia el cuerpo tan delicadamente que oigo el corte con los ojos cerrados, no lo puedo evitar, es un beso musical posado en mis labios. Creo que el amor llega sin buscarlo, sin forzarlo y 2016 es el año de Wild Rose.

“Love games” te lleva a USA y esas maravillas melódicas que eran capaces de hacer cuando esta música era banda sonora de tu vida. Maravillosa la voz de George, que buen tono gasta siempre y que junto a las teclas de Dirty dan mucho juego. “Hot wired” es la carantoña a Foreigner y encima sin llegar a imitar, es un paseo de maravillas vocales y musicales de algo que en lo sencillo está lo complicado.Los momentos cuando se pierden, no se pueden encontrar de nuevo. Sólo han pasado, no lo dejes ir.

Y por supuesto no podía faltar el tema lleno de pasión, hecho a fuego lento.  “Save the night” de menos a más te hace sangrar y gritar. Algunas veces tu lugar no es algo que encuentras sino algo que tienes cuando lo necesitas. y estas baladas siempre las necesito para que mi motor arranque, me parece de una belleza todos los arreglos que hay en ella que es imposible no retraerse a esos pensamientos ocultos. Cada minuto que compartimos con alguien le da parte de nuestra vida y nos da parte de la suya.

“Broken hearted” es otro cañonazo para que en vivo suene atronador. Chris Siloma ya sabes. Marca registrada Wild Rose, la guitarra suena como el canto de una sirena en mitad de una tormenta, ya sé que nadie ha oído cantar a la sirena en la tormenta pero las metáforas siempre molan no? Una vez que amas a algo, siempre lo vas a amar de alguna manera. Andy Rock ha sabido encontrar la llave de la producción. Y como en un sprint final hacia la meta llega “Waiting for you” con unas interminables y adictivas melodías que es imposible no fatigarse de deleite. La gramática de la música se estudia con el corazón.

“Don´t let me down” es el broche y despedida de este disco promocional europeo. Yo ya tengo reservado mi copia griega con extras. Así hay que cerrar un trabajo, con ansias de más. Puedes cerrar los ojos a las cosas que no quieres ver, pero no puedes cerrar tu corazón a las cosas que no quieres sentir.

“ El tiempo es demasiado lento para aquellos que esperan… demasiado rápido para aquellos que temen…. demasiado largo para aquellos que sufren…. demasiado corto para aquellos que celebran… pero para aquellos que aman, el tiempo es eterno” Que llegue mayo y el tiempo acabe con la salida de este “4”.

Wild fucking Rose!!! Rating: 9´75

MUSIPEDIA OF METAL

CLAIR & OBSCUR

Wild Rose, c’est un groupe grec qui nous fait voir la vie en rose à travers ses mélodies réjouissantes. Beaucoup plus appétissants que le goût que l’actualité économique du pays laisse en bouche, les ingrédients qui composent ce déjà quatrième délice font fondre nos oreilles de plaisir. La recette reste certes la même, mais donne un résultat toujours aussi savoureux : à savoir un cœur onctueux avec ses voix et ses chœurs à tomber, pris dans un maillage entraînant, que le nappage de claviers liquoreux contribue à sublimer.

Fondants à cœur, ces délices sont pourtant le fruit de cœurs brisés, dont l’apparente jovialité cache un chagrin causé par des ruptures sentimentales. Pour reconquérir les cœurs perdus, ce n’est plus le vétéran David A. Saylor (la voix de Push, sublime groupe AOR des années 80) qui mène la sérénade. Le rôle a maintenant été confié à un compatriote de nos méditerranéens, George Bitzios, recontacté après avoir posé les premières pierres de l’édifice Wild Rose. Son retour dans le cercle de nos architectes mélodistes est le bienvenu, puisque ses scansions respirent l’enthousiasme et la passion nécessaires pour bâtir une construction mélodique qui résiste aux temps denses qui pourraient précipiter sa chute. Les gratte-ciel qui poussent comme des champignons charment d’ailleurs tellement le ciel par leur flamboyance que le soleil en retour brille de mille feux pour mettre davantage en valeur une architecture aux courbes sensuelles.

Amateurs de pâtisseries et d’architecture, voici qui a de quoi vous combler. Fort de douceurs exhalant un parfum envoûtant qui s’élève aussi haut qu’un gratte-ciel aux lignes courbes, cet album suivra-t-il la même trajectoire que l’homonyme des mélodistes “étrangers” ? | Lucas Biela

ROCKANGELS

Muchos colegas han opinado muy positivamente acerca de este nuevo disco de Wild Rose. Llevo cuatro días con él puesto en mi equipo y también soy de la opinión que nos encontrarnos ante uno de esos mejores discos del año. Cuántos pongamos en nuestra lista y en qué lugar metamos este “4” de Wild Rose solo el tiempo lo dirá, aunque a priori este disco cuenta ya con muchas papeletas para ser uno de los primeros. Efectivamente estamos en Marzo y parece demasiado pronto para hacer quinielas sobre esto, ya que tendremos muchos discos que escuchar y éstos nos proporcionarán seguro grandes momentos. Ahora es el tiempo de deleitarnos con el bombazo de melodías sobresalientes que Wild Rose nos traen en su flamante cuarto trabajo. El título es tal cual “4”, algo muy sencillo para que cuando pasen los meses no nos olvidemos de él y del agradable regusto que nos dejó.

Wild Rose proceden de Grecia y surgieron en la cabeza del guitarrista Andy Rock quien trabajó durante años la idea hasta que en 2011 editaron su primer larga duración “Half Past Midnight”. A éste le siguió en 2013 “Dangerous”, el cual se posicionó en el número 1 de las ventas en Japón, según indicó la revista BURRN. En este disco y en tercero “Hit ‘N’ Run” editado en 2014 el grupo contó con las voces de David A. Saylor. Esta es de forma muy escueta la labor que Wild Rose han hecho en estos 12 años de historia como grupo. Si bien todos estos trabajos han cumplido con creces y les han servido para ser muy reconocidos en la escena más melódica del rock, me da la sensación que ahora con este “4” es cuando van a conseguir que se sepa mucho más de ellos.

El nuevo disco ha sido grabado por Andy Rock (guitarra), George Bitzios (cantante), John Bitzios (guitarra), Dirty Haris (teclas), Phil Sakaloglou (bajista original del grupo que ha sido sustituido por Panos Barkoutsos) y Dimos Thomaidis (batería). Todo el grupo, además de Chris Siloma (manager), pone sus voces en los coros, los cuales son una parte fundamental en la manera en la que Wild Rose estructura sus canciones.

El disco está producido por el alma mater del grupo que es Andy Rock y será editado el próximo 6 de Mayo por el sello Lions Pride Music y como curiosidad verá la luz con tres diseños de portada diferentes (diseñadas por Chris Siloma). Una mundial, otra japonesa y otra diferente para Grecia. El disco de tirada “mundial” está compuesto por diez canciones, mientras que la edición japonesa tendrá trece.

Voy a entrar en un detalle y análisis de cómo veo y entiendo a Wild Rose como grupo y dejaré a un lado la interpretación de cada una de las canciones. Creo que el disco pesa lo suficiente en su totalidad como para poder darle un sentido más amplio que el ir a decir si un tema es esto o lo otro. Las diez canciones que conforman el disco “mundial” mantienen un altísimo y constante nivel a lo largo de los 40 minutos que dura el disco y muestran con nítida claridad el estilo del grupo. Siguen en la línea musical del anterior disco “Hit ‘N’ Run” aunque con el cambio que supone dejar de contar con David A. Saylor. La aportación del actual cantante George Bitzios es enorme y no desmerece en absoluto a su predecesor. Tarea harto complicada ya que la calidad de Saylor para cantar en cualquier registro y estilo cada canción, hizo que bordase a las mil maravillas las bases de una banda que tiene una personalidad muy definida y en la cual el cantante es principal y primordial. Digo esto porque Wild Rose basan todos sus temas en las voces y las grandes melodías, siendo por ende los coros el perfecto vestido de gala para completar la canción. Pues bien, George Bitzios se adapta de manera ideal al grupo y no hace sonar extraña a la banda, a pesar del diferente timbre de su voz respecto a lo que hemos oído en los dos anteriores discos. Un cambio que marca una diferencia sustancial en el sonido de las voces es el hecho de haber rebajado (que no eliminado) el uso de las rever y los ecos.

En el lado de las guitarras, los dos instrumentistas realizan un notable trabajo al llenar los temas con múltiples detalles y técnicas. Practican unas rítmicas muy compactas y recurren a muchos arpegios para suavizar y endulzar las partes que conducen a las estrofas de voz. Así consiguen que en esos casi silencios de las guitarras la voz de George Bitzios destaque con notoriedad, mientras que la batería y el bajo se sitúan como el verdadero acompañamiento al cantante. Andy Rock y John Bitzios se muestran muy equilibrados tocando fácil y dejando exclusivamente sus filigranas para los solos. Otro aspecto que quiero nombrar es el grandísimo trabajo que lleva a cabo el teclista. Dirty Haris es omnipresente y muy relevante en todas las canciones ya que tiene muy claros los conceptos y las maneras. En momentos es un agradable decorado y apoyo a la base rítmica que suponen la batería y el bajo, y en otros es el gran protagonista junto con la voz. Su sonido ochentero y popero marca muchos temas y hace que su presencia sea clave en el sonido de Wild Rose.

Desde el punto de vista de la producción creo que el disco está muy trabajado y pensado, y que las cosas pasan por algo. Los arreglos son constantes y esos detalles que los músicos dejan en cada momento son de mucha calidad. Todas las canciones agradan y el disco es muy completo aunque, bajo mi punto de vista, tiene solamente un pero y éste es el sonido que el grupo ha sacado a la batería. No dudo, porque me consta, que la banda ha hecho lo que ha querido, pero a mí me parece que el sonido de la caja y del charles es algo artificial. No digo mal sonido porque para gustos están los colores. Es quizás un sonido demasiado tratado con compresores que quitan la pegada y el golpe natural. Ha habido momentos en los cuales este sonido me ha recordado mucho al primer disco de Drive She Said (que me encantó).

La idea principal con la que me quedo y que quiero transmitir es que este nuevo disco de Wild Rose va a gustar mucho a los amantes del AOR y del Rock Melódico, que es un gran trabajo digno de ser considerado como brillante y que sin lugar a dudas significa un paso de gigante en la carrera de esta banda griega. Ahora nos queda rezar para que sea presentado en nuestro país y que así tengamos el gusto de verlos en directo. | Luis Maria Catediano

AOR LAND

“Sometimes it happens, The most wonderful thing you’ve heard in years”

Ya nos habían avisado en sus anteriores trabajos de sus intenciones y habían demostrado de lo que eran capaces. Quizás era algo escéptico sobre esta nueva obra tras algunos cambios en la formación. Han tenido la suerte de contar con grandes ayudas en antiguos lanzamientos en la parte vocal como la de nuestro aclamado David Antonio Saylor pero en esta ocasión han recuperado a su vocalista original George Bitzios en esa faceta volviendo a disfrutar de la base original de la formación.

Es un disco que debería catapultar a Wild Rose al olimpo de bandas con un disco de diez. Ese olimpo donde hoy en día reposan grandes formaciones de los años 80 y 90 que nos regalaron verdaderas joyas melódicas que aún perduran entre nuestros recuerdos.

Sin ser George Bitzios un vocalista sobresaliente consigue acoplarse perfectamente a las melodías que inundan cada uno de los 10 temas que componen este grandioso lanzamiento. Sin grandes alardes consigue sonar compacto y ofrecer momentos de exquisito AOR con letras mayúsculas.   Si a esta gran combinación se le suma una producción más que notable el resultado no puede ser más satisfactorio.

Una de las grandes virtudes que siempre ha demostrado Wild Rose es ese  sonido característico que obtienen en cada nuevo lanzamiento que nos transportan sin remedio a los años dorados de este malogrado estilo musical olvidado por tantos.  Es de agradecer y admirar que hoy en día tengamos la gran suerte de contar con gente dispuesta a apostar por un estilo que apenas ofrece salida y que además lo hagan con la gran calidad que estos chicos han demostrado a lo largo de su impresionante carrera que comenzó allá por 2005.

Un regreso que no dejará indiferente a nadie y que hará muy felices a los amantes del AOR clásico. Grandes melodías, gran producción, muy buenas composiciones y mucho feeling en cada uno de sus temas. Para disfrutar con tranquilidad y descubrir cada matiz que ofrecen en cada nota, en cada segundo.

Sobre los temas, que os voy a contar. Simplemente que disfrutareis desde las primeras notas de Desperate Heart hasta la despedida con Don’t Let Me Down.   Desde baladas apasionantes como Save The Night hasta medios tiempos característicos de este maravilloso estilo musical como la maravillosa Broken Hearted os harán caer rendidos a los pies de unos músicos que se han ganado el cielo con este lanzamiento.  Ningún tema desmerece, cada segundo cuenta, cada nota te estremecerá.  Quedarás atrapado entre tanta melodía que te será muy difícil guardar el disco en la estantería.

Quizás sea pronto para pronosticar que estamos ante el disco del año pero seguro que no voy muy desencaminado. Podrán venir otros y estoy seguro de que en este 2016 la competencia va a ser feroz pero dudo mucho que se consiga una armonía como la que nos ofrecen Wild Rose en este superlativo 4.

Señores, que nadie se pierda esta obra de arte. Mejor lo pongo en mayúsculas porque lo quiero gritar a los 4 vientos… PEDAZO OBRA DE ARTE !! | Antonio || Jewel // Classic Aorland Score: 97/100

FRANCONIA METALLUM

Mit dem zeitgemäßen Sound wissen WILD ROSE  zu überzeugen und kommt frisch und unverbraucht rüber. Die Produktion ist klar, druckvoll, gleichzeitig schön erdig und transportiert den treibenden Rock des 10-Trackers phänomenal durch die Boxen. So werden Hymnen wie “Love Games“  mühelos überzeugen können. Diese Band ein Gespür für eingängige Melodien und mitreißende Hard-Rock-Nummern und so entstehen dabei starke Nummern wie “Summer Girl”, “Save The Night”, das geniale “Waiting For You”. Alleine der mächtige Opener “Desperate Heart” ist den Kaufpreis schon wert.Feeling, große Melodien und starke Refrains. Auf “4” plätschert nichts einfach so dahin. Alles hat seinen richtigen Platz und wirkt sich intensiv auf das Gesamterscheinungsbild des Albums aus. | Thomas Müller